Non hai ancora una strategia?! Ahi, ahi, ahi! (avrebbero detto in un celebre spot pubblicitario).
Potrei rispondere la stessa cosa anch’io e consigliarti di rimediare richiedendo il mio nuovo servizio “Planning – consulenza e progettazione”, ma non lo farò. Sai perché? Non credo nelle soluzioni universali, preferisco osservare e sperimentare. Avere un piano aiuta… tuttavia nulla vieta di andare controcorrente. Mi chiedo, infatti: dobbiamo per forza parlare di “problem solving”?

strategia-e-anti-strategia

I clienti sono persone. Giusto. E quindi?

Ultimamente leggo molti articoli, seguo discussioni sui social, e trovo molte contraddizioni: diciamo che i clienti sono persone, che dobbiamo immaginarli davanti ai nostri occhi, individuare una “nicchia” perché non possiamo rivolgerci a tutti. Subito dopo affermiamo che le nicchie non esistono.

I clienti sono persone e dobbiamo dialogare con loro, raccontare, emozionare. Dobbiamo scrivere testi semplici, privi di “aziendalese”. Subito dopo ci ricordiamo che i clienti “hanno problemi da risolvere”, che il loro primo obiettivo è quello di vendere e, di conseguenza, non importa altro.
Non interessano termini tipo “collaborazione”, “co-progettazione”, “relazione”. A quanto pare, secondo alcuni, i clienti desiderano solo sapere quale sarà il risultato del loro investimento.

In poche parole io, comunicatrice socio-culturale freelance, devo considerarmi “un investimento” e lavorare in preda all’ansia, perché ciò che per me è un valore aggiunto, per il mio cliente tipo sarebbe, in realtà, una perdita di tempo. Ho riflettuto molto su questo, anche perché mi occupo, tra le altre cose, di copywriting. Mi sono posta le seguenti domande, in primis: scrivo solo per vendere?

Poi: i miei clienti hanno solo problemi? Chi legge il mio blog cerca solo informazioni utili per il proprio business (stile “modi e fuggi”) o apprezza anche contenuti di più ampio respiro, su cui ragionare e da cui trarre ispirazione? Non c’è solo il bianco o solo il nero. Né per noi né per gli altri.

Ispirazioni, consigli, problem solving. A ciascuno il suo

Il mio blog non ha un taglio tecnico. Raramente ho dato consigli su come o cosa scrivere, come o cosa promuovere, come organizzare una strategia. So benissimo come si crea un calendario editoriale, ma so anche che alla fine tutti ne parliamo e in pochi riusciamo a mantenerlo con costanza. Se devo seguire un team o un professionista che ha specifiche esigenze comunicative, ovviamente sarò la prima a orientare la mia consulenza al problem solving e al rigore organizzativo.

L’esperienza, però, mi ha insegnato che bisogna essere elastici, persuasivi solo quando serve.
Se il cliente non ha voglia di scrivere 3 post al mese, inutile forzarlo. Se non ha mai co-progettato, perché non sa cosa significa, è giusto informarlo dell’esistenza di metodologie alternative alla statistica & Co., magari meno conosciute, ma vincenti nel lungo periodo. Un vantaggio competitivo.

Molto spesso mi hanno contattata per avere consigli, ispirazioni. Io stessa, per lavorare meglio, leggo blog, riviste, seguo trasmissioni di vario genere, ecc. al solo scopo di scoprire cose nuove.
Non sempre si ha un problema da risolvere, o una necessità immediata. Spesso si cercano solo delle opportunità. Altri stimoli e punti di vista inconsueti. Da qui, certo, potrebbero arrivare delle esigenze.

Sarà allora che dovremo trovare la risposta più adeguata. Una strategia o una anti-strategia.
La soluzione migliore, diciamolo, è quella a cui non avresti mai pensato… anche per vendere!