Possiamo tradurre il termine “planning” in vari modi: pianificazione, progettazione, programmazione. Per raggiungere qualsiasi obiettivo, infatti, abbiamo bisogno di un piano d’azione, una strategia.
Non soltanto a lavoro, tra l’altro: anche la nostra giornata fuori ufficio è organizzata in tanti piccoli step, no? C’è chi utilizza un’app sul proprio smartphone, chi un post-it sul frigorifero, chi la cara, vecchia agenda. Poco importa lo strumento: ciò che conta è riuscire completare tutte le attività nel miglior modo possibile e nei tempi prefissati. Pianificare è utile in molti contesti, spesso sorprendenti!

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Progettare una strategia di comunicazione efficace

Tutti noi comunichiamo, sempre e ovunque. Chi lavora a contatto con il pubblico, però, deve dimostrare più attenzione nel condividere un messaggio: comunicare bene aiuta a valorizzare la propria professionalità, ad acquisire maggiore credibilità e, soprattutto, a fornire informazioni puntuali e corrette, evitando fraintendimenti e inutili perdite di tempo. Da dove iniziare? Alcuni punti guida:

  • fissare gli obiettivi
  • individuare i destinatari
  • coinvolgere il gruppo di lavoro
  • organizzare una riunione per discutere insieme
  • definire strumenti e possibili modalità operative

In un primo momento è importante condividere tutte le idee che vengono in mente, senza filtrare. Solo dopo, analizzando la mappa delle proposte e delle risorse, valutando i pro e contro, ascoltando i singoli feedback, sarà più facile trovare la soluzione migliore al proprio caso, quella più sostenibile.

Progettare e partecipare… per cambiare!

Una strategia di comunicazione serve alle aziende, ai professionisti, alle organizzazioni non profit: e non solo per raccontarsi, per promuovere attività, prodotti, servizi, campagne. Ciò che rappresenta un valore aggiunto, a mio parere, è la capacità di sperimentare, collaborare, costruire un piano d’azione personalizzato che cambi il modo di interagire già tra gli addetti ai lavori.

Sto parlando di comunicazione interna, ovviamente, ma anche di responsabilità sociale. Come possiamo migliorare la nostra quotidianità e quella di chi ci sta vicino? Come possiamo ottimizzare l’ambiente professionale e, allo stesso tempo, creare valore all’esterno? Soprattutto: cosa c’entra tutto questo con la comunicazione? Sono domande importanti che legano profit e non profit, cultura e territorio, creatività e innovazione, mettendo in evidenza l’importanza del dialogo per raggiungere gli obiettivi e favorire un cambiamento a più livelli, nel proprio modo di lavorare e vivere con gli altri.

Collaborare è la chiave per crescere. Ci credi anche tu?
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