Musica, comunicazione, relazioni

musica-photo-by-markus-spiske-on-unsplash

photo by Markus Spiske on Unsplash


La musica è uno strumento comunicativo e comunicare serve a creare relazioni. Ciò è ben chiaro, soprattutto, a chi si occupa di musicoterapia e lavora con bambini, anziani, persone con disabilità.

Secondo la World Federation of Music Therapy (Federazione Mondiale di Musicoterapia):

La musicoterapia è l’uso della musica e/o degli elementi musicali (suono, ritmo, melodia e armonia) da parte di un musicoterapeuta qualificato, con un utente o un gruppo, in un processo atto a facilitare e favorire la comunicazione, la relazione, l’apprendimento, la motricità, l’espressione, l’organizzazione e altri rilevanti obiettivi terapeutici al fine di soddisfare le necessità fisiche, emozionali, mentali, sociali e cognitive. La musicoterapia mira a sviluppare le funzioni potenziali e/o residue dell’individuo in modo tale che questi possa meglio realizzare l’integrazione intra- e interpersonale e consequenzialmente possa migliorare la qualità della vita grazie a un processo preventivo, riabilitativo o terapeutico. [fonte: www.musicoterapiassisi.com]

Questa disciplina rappresenta un canale preferenziale per entrare in contatto con soggetti sensibili, sia attraverso l’ascolto, sia attraverso il gioco. Importantissimo, inoltre, è il suo utilizzo nelle cure palliative.

La finalità primaria della musicoterapia in questo contesto è migliorare la qualità di vita (QoL) dei pazienti contribuendo ad alleviare i sintomi, indirizzando i bisogni psicologici, offrendo supporto e conforto, facilitando la comunicazione e incontrando i bisogni spirituali della persona (Dileo and Loewy, 2005, Bradt and Dileo, 2011). [fonte: “Musicoterapia in oncologia e nelle cure palliative”]

Musica e scrittura per un laboratorio esperenziale

“Note(s) – Ogni emozione… ha la sua canzone” è un percorso del mio laboratorio CreativaSolidale. L’obiettivo è quello di facilitare lo sviluppo personale (individuale e di gruppo), sperimentare soluzioni alternative a problemi ricorrenti, imparare a stare insieme e lavorare in modo produttivo senza nascondere le proprie emozioni. Parole e musica sono due strumenti potentissimi, secondo me.

La scelta di un brano può far comprendere molto di chi abbiamo vicino, ma lascia spazio anche a tanti punti interrogativi: ha scelto la melodia? Ha dato più importanza al testo? Ha associato la scelta a un ricordo specifico? Ha scelto d’istinto? Tra 1 o 2 anni preferirebbe lo stesso genere musicale?

Indagare su questi e altri aspetti ci aiuta a conoscere l’altro, a entrare in relazione e, al tempo stesso, raccontare qualcosa di noi (scopri la playlist a tema “felicità” sulla mia pagina FB!).

Musica e cultura per accogliere le differenze

Ho studiato pianoforte per 7 anni e ho cercato di unire questa antica passione per la musica, all’amore per la scrittura e per la comunicazione sociale. In particolare, trovo molto interessante il legame tra educazione musicale e intercultura, perché favorisce l’integrazione, la solidarietà, lo scambio e la voglia di “ascoltare il diverso”, conoscere “lo straniero”.

Un bel progetto, in tal senso, è Playing For Change, un movimento creato per ispirare e collegare il mondo attraverso la musica, che ha il potere di abbattere i confini e superare le distanze tra le persone.

Concludo con un paragrafo significativo tratto dal libro “Musica è comunicazione. L’esperienza della musica e della comunicazione”, di Giovannella Greco e Rosario Ponziano, ed. FrancoAngeli”.

[…] la musica non può essere intesa soltanto come un fenomeno sonoro, e dunque non può essere osservata semplicemente attraverso la relazione tra i suoni: dal momento che a dare forma alla musica è l’ambiente socio-culturale in cui essa nasce e si sviluppa, la comprensione di qualunque forma musicale è legata a quella della società nella quale essa si esprime.