Leadership, comunicazione e welfare organizzativo

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Quando si parla di gruppi e organizzazioni è quasi impossibile non parlare di leadership. In particolare, la figura del leader è un punto di riferimento essenziale all’interno delle comunità numerose.

Parliamo di una persona carismatica, capace di generare fiducia e trasmettere sicurezza. Una guida autorevole, riconosciuta, abile nel coordinare le azioni del gruppo e prendere le decisioni necessarie.

Quali sono le caratteristiche di un buon leader? Difficile rispondere, sia perché è importante valutare il contesto di riferimento e tutte le variabili collegate, sia perché non esiste una leadership buona o cattiva in senso stretto: è più giusto distinguere diverse tipologie di leadership, in base alle circostanze.

Per esempio, possiamo menzionare la leadership autoritaria o la leadership democratica: nel primo caso, il leader è una guida rigida, che dà regole e ordini ben precisi. Nel secondo caso, il leader è soprattutto un coach, che attende proposte e cerca di spronare i singoli a valorizzare le loro capacità.

In linea generale, sembrerebbe perfetto il secondo stile, ma in situazioni di emergenza è più efficace il primo. In ambito militare o in un ospedale, in effetti, è bene agire con tempestività e fermezza.

Leadership e modelli di comunicazione

Un bravo leader è soprattutto un facilitatore di processi comunicativi.
Quale potrebbe essere uno schema ideale da seguire? Analizzando la comunicazione nei piccoli gruppi, H. Leavitt (sociologo e psicologo americano) aveva individuato 2 modelli:

  • il modello a cerchio, in cui nessuno dei partecipanti prevale e i messaggi si trasmettono circolarmente dall’uno all’altro
  • il modello a ruota, in cui il leader riceve messaggi dai singoli (lungo i raggi, che rappresentano le vie di comunicazione) e detiene, quindi, un ruolo privilegiato.

In quest’ultimo, però, è assente il dialogo tra i componenti del gruppo: si comunica solo con il leader e ciò rende tale modello incompleto. Obiettivo di un leader, come già detto, è quello di favorire la comunicazione partecipata e, quindi, individuare un problema, acquisirne consapevolezza e cercare di risolverlo con il contributo di tutti, per elaborare soluzioni condivise.

Come comportarsi quando è richiesta un’azione immediata (pensiamo di nuovo all’ambiente sanitario), ma ci si deve affidare al proprio responsabile? Come essere certi che il leader sia un buon leader?

Spirito di sacrificio e reciprocità

Oltre alle capacità comunicative, un bravo leader dovrebbe possedere un’altra grande qualità per essere riconosciuto come tale: lo spirito di sacrificio.

Per approfondire questo aspetto, ti consiglio di seguire il TED Talk “Perché i buoni leader ti fanno sentire al sicuro” di Simon Sinek (autore, speaker e consulente esperto in leadership).
Le sue parole ci invitano a riflettere su alcuni punti:

  • un ambiente sereno aiuta a lavorare meglio, perché promuove la collaborazione
  • la fiducia si guadagna con i fatti e non con le parole, o esortazioni tipo “fidatevi di me”
  • un leader decide, sa riconoscere le priorità e pensa al benessere di tutti prima del proprio.

I grandi leader non sacrificherebbero mai le persone per salvare i numeri.
Preferiscono sacrificare i numeri per salvare le persone.

– Simon Sinek

Un buon leader, proprio come farebbe un genitore, aiuta, consiglia, sostiene, rimprovera quando serve. Nessuno abbandonerebbe un figlio in difficoltà… e così dovrebbe fare un capo.

Un leader che dà fiducia, incoraggia e ringrazia, riceve fiducia, incoraggiamento, gratitudine.
Quando il responsabile di un’azienda ascolta i dipendenti, si interessa a loro, pensa al successo collettivo (e non solo a quello personale), si crea un meccanismo straordinario di reciprocità.

Prendersi cura delle persone: la vera leadership

Per avvicinare emotivamente lavoratori e dirigenti, a volte, basterebbe davvero poco. Ambienti più accoglienti, orari flessibili, formazione continua, valorizzazione del talento e incentivi maternità sarebbero solo alcune basi utili a migliorare l’organizzazione, la produttività e la serenità in azienda.

Prendersi cura delle persone è la capacità che, a mio parere, distingue un vero leader da chi crede di esserlo. Il primo pensa per prima cosa alle sue risorse umane, il secondo predilige le statistiche.

Sei d’accordo? Leggi anche questo articolo: Valorizzare le persone, trasmettere entusiasmo.


⇒ Un libro per approfondire: La leadership comunicativa. Come aumentare la performance personale e aziendale, di E. G. Zugaro e C. G. Zugaro – Giunti Editore.