Il cosiddetto marketing di risposta permette di individuare e soddisfare bisogni chiaramente definiti. Il marketing di anticipo aiuta a riconoscere bisogni emergenti o latenti (di cui il consumatore potenziale non è ancora ben consapevole). Questo non lo dico io, ovviamente, ma Philip Kotler.

Nel suo best seller “Il marketing secondo Kotler. Come creare, sviluppare e dominare i mercati egli evidenzia, in particolare, la distinzione tra impresa market-driven e impresa market-driving: la prima identifica il proprio target, lo studia, ne individua i problemi e cerca di offrire soluzioni migliorando prodotti e servizi; la seconda, invece, crea nuovi bisogni, delineando nuovi mercati o modificando in modo sostanziale quelli esistenti. Queste ultime ampliano i nostri orizzonti. Cosa rilevare da ciò?

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Rispondere ai bisogni e crearne di nuovi per crescere

C’è un po’ troppa fissazione, a mio parere, nel definire il concetto di “target” e, ancora di più, nel parlare di “bisogni del cliente”. Sono elementi indispensabili, senza dubbio, per elaborare una strategia di marketing e comunicazione, ma sono convinta che il vero principio guida sia la flessibilità, la capacità di guardare oltre e tracciare nuove strade. Non significa essere “innovatori” a prescindere, ma valutare elementi meno visibili e ugualmente importanti.

Tempo fa leggevo un articolo in cui si consigliava di non insistere sull’argomento “co-progettazione”, perché al cliente ideale ciò non interessa, è attento solo al risultato. E chi l’ha detto? Per me, che mi occupo di comunicazione sociale, suggerire percorsi di progettazione partecipata è quasi obbligatorio. Credo nel valore di questo metodo e cerco di trasmetterlo alle persone con cui lavoro.

Soprattutto, penso sia utile insistere proprio con quei clienti che, all’apparenza, sono attratti soltanto dal profitto immediato: prospettare nuovi scenari di vendita, lontani dalle solite pratiche, potrebbe rappresentare un valore aggiunto per l’attività e, in generale, per migliorare l’approccio al business e l’interazione con i propri collaboratori. Ok, vuoi vendere, ma esistono tante strade inesplorate, sai?

Bisogni sociali espressi, inespressi e latenti

Per tornare alla definizione iniziale, dobbiamo dire che anche un territorio ha le sue necessità, alcune evidenti e altre meno. Analizzare i bisogni sociali prioritari è fondamentale, specie evidenziando il fatto che ogni area ha i suoi punti critici e ciò che per un territorio può essere un bisogno esplicito, per un altro può non esserlo. I bisogni principali della collettività non cambiano, ma molti di essi possono rimanere irrisolti per mancanza di risorse e opportunità.

Anni fa ho visitato un paesino della Calabria in cui non c’erano servizi culturali: né una biblioteca, né una palestra comunale, né un cinema, né un centro di aggregazione. I giovani del luogo dovevano necessariamente spostarsi in paesi limitrofi. Ciò, mi aveva fatto riflettere molto sulle disparità che possono esistere su uno stesso territorio e su quanto siano diverse le necessità da un posto all’altro. Per me, ad esempio, sarebbe importante una rete trasporti funzionante o un collegamento internet efficiente. Per altri, invece, sarebbe un sogno usufruire di un giardinetto pubblico o una ludoteca.

I bisogni sociali di una comunità sono di vario tipo e alcuni riguardano ambiti essenziali per la qualità della vita (sanità, sicurezza). Un’attenta mappatura delle aree disagiate permette di valutare:

  • i bisogni non soddisfatti, per stabilirne la natura e le possibili soluzioni
  • la reale condizione di vita dei soggetti in stato di bisogno in un dato contesto
  • l’idoneità o meno delle politiche sociali esistenti rispetto agli standard di riferimento.

Ecco uno dei motivi per cui parlare di co-progettazione è sempre utile: i cittadini, se bene informati sulle dinamiche di una riqualificazione urbana, possono offrire un contributo concreto e prezioso a tecnici ed amministratori, migliorando il livello della pianificazione e favorendo, in prima persona, il raggiungimento dei risultati (tipo la realizzazione di percorsi pedonali/ciclabili più sicuri!).
Esistono molti bisogni sociali da soddisfare, di cui spesso sottovalutiamo l’importanza. Sei d’accordo?