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Ho pensato che il sottotitolo ideale di questo articolo potrebbe essere, senza dubbio, il seguente:

Perché e come (ri)trovare tempo per prendersi cura di sé e degli altri.

Il concetto è così semplice da sembrare quasi banale, eppure… Trovare tempo per avere cura di ciò che ci è più caro è diventato una specie di obiettivo da raggiungere, una sfida quotidiana. In teoria dovrebbe essere naturale dedicare buona parte della nostra giornata alle persone che amiamo o alle attività che ci fanno stare bene. Invece viviamo in perenne affanno, convinti di avere sempre troppe cose da fare.

Ciò che riusciamo a offrire, del preziosissimo tempo a disposizione, sono solo i famosi “ritagli”, “spazi”, “minuti contati”. Questo stile di vita, però, è fonte di frustrazione e stress, soprattutto nel lungo periodo.

Sentirsi appesi alle lancette dell’orologio ci rende insoddisfatti, incide in modo negativo sul benessere personale, sulla produttività lavorativa, sulla gestione delle relazioni interpersonali e, naturalmente, sull’efficacia della comunicazione. Perché chi ha fretta non ascolta… e chi non ascolta, non comunica.

Trovare tempo per fare ciò che conta davvero

Ho seguito con interesse un TED talk sull’argomento, “Come imparare a gestire il proprio tempo libero”. La speaker, Laura Vanderkam, è un’esperta nella gestione del tempo che, dopo aver studiato come le persone organizzano la propria vita (quelle più impegnate, in particolare) suggerisce cosa è opportuno fare per “condurre la vita che vogliamo con il tempo che possediamo”:

Non possiamo creare maggiore tempo,
ma il tempo può dilatarsi per soddisfare ciò per cui decidiamo di impiegarlo.

Laura dimostra, con esempi concreti, quanto  la nostra percezione del tempo sia spesso errata: se qualcuno dovesse chiederci “Scusa, avresti mezz’ora per accompagnarmi dal dentista?”, di sicuro risponderemmo “No, guarda, non ho proprio tempo oggi!”.

Peccato che, alla fine, se ci fosse un’emergenza, il tempo per risolvere il problema dovremmo trovarlo lo stesso e, di sicuro, avremmo bisogno anche più di mezz’ora. A pensarci bene, è davvero così.

Ciò mi fa riflettere su un punto: siamo convinti di avere poco tempo, ma ne sprechiamo grandi quantità.
Un po’ per una generale mancanza di organizzazione, un po’ a causa di possibili imprevisti, un po’ perché vittime di un sistema che ci costringe ad agire in modo compulsivo e distratto.

In tempi così frenetici, competitivi, in cui ci sentiamo tutti in dovere di partecipare, apparire, dimostrare… tanta gente corre, ma non sa dove sta andando, né per quale motivo. Guarda gli altri, cerca di imitarli, senza interrogarsi sul reale valore delle proprie scelte/azioni. “Cosa mi interessa davvero? Quali sono le mie priorità?”: queste domande sono una bussola infallibile per sfruttare pienamente ogni giorno.

Per trovare tempo… ci vuole motivazione

Non abbiamo tempo per dedicarci un po’ di tempo.

– Eugène Ionesco

Un simpatico gioco di parole che contiene una grande verità. Tra l’altro, è inutile negare che se la tecnologia, da un lato, ci ha semplificato la vita, dall’altro l’ha resa più arida.
Oggi non importa più a nessuno parlare. O, meglio, nessuno ha più tempo da dedicare agli altri.

Ogni occasione è buona per chattare su WhatsApp, fotografare, condividere. Ovunque, con chiunque, in qualsiasi momento. Un’abitudine ormai fine a se stessa, che nulla ha in comune con la socializzazione.

È diventato impossibile, infatti, sostenere una conversazione senza la presenza del famoso “terzo incomodo”: lo smartphone. Appena tenti di aprire bocca, il tuo interlocutore ha subito qualcosa di importante da mostrarti: “Guarda che belle le foto del mio ultimo viaggio!/della mia nuova casa!/del mio cane!/ecc.” E, di solito, l’interruzione è fuori tema.

Non sarebbe più cortese fermarsi ad ascoltare davvero chi abbiamo di fronte?

Tuttavia, nonostante lo smartphone sia onnipresente, ricevere una telefonata spontanea oggi è quasi un evento speciale. Nessuno più ti chiede “Come stai?” con reale interesse.

Cosa peggiore è sentire una risposta tipo “Scusa, non ho visto il messaggio/la chiamata” da chi tiene il telefono tra le mani anche mentre mangia… Ecco, mi sembra improbabile che passino 15 giorni senza avere la possibilità di accorgersi di una notifica e senza trovare tempo per rispondere.

La noncuranza è sinonimo di disinteresse, di superbia. E non aggiungo altro.

Avere cura di ciò che arricchisce l’anima

Non siamo più in grado di distinguere tra ciò che è davvero urgente, ciò che è importante per gli altri, ciò che è importante per noi, ciò che è tranquillamente trascurabile. Non siamo più padroni del nostro tempo. Soprattutto, non siamo più capaci di aver cura delle nostre relazioni.

Coltivare un’amicizia, rafforzare un legame, creare un armonioso clima lavorativo, richiede tempo e pazienza. Se ci interessa qualcosa di più che un contatto superficiale, ovviamente!

Infine, dovremmo ricordare che leggere un libro, suonare uno strumento, fermarsi a osservare il cielo, mangiare una pizza con gli amici, visitare una mostra ecc. sono tutte attività semplici, ma preziose e rigeneranti. Proviamo a trasformare ogni giorno in una bella giornata: invece di perdere tempo con cose che non ci interessano, cerchiamo di trovarne per tutto ciò che ha il merito di arricchire la nostra anima.


⇒ Un articolo per approfondire:
Prendersi cura di quel che è più caro, di Annamaria Testa – via Nuovo e Utile.