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La vera professionalità nasce dalla resilienza, ne sono convinta: dalla capacità di cadere (anche mille volte) e trovare la forza di rialzarsi sempre, nonostante tutto, con una tenacia incrollabile.

È facile avere successo – e mantenerlo – quando tutto va bene, quando gli ostacoli quotidiani sono semplici da gestire. La questione diventa più seria, però, quando la vita decide di sorprenderti e far crollare tutte le tue certezze. Quando inizi a capire che sì, è davvero così… è accaduto proprio a te.

Ma è lì, nel momento in cui tutto sembra precipitare, che il vero professionista dimostra il suo valore: con la voglia di superare la tempesta e, al tempo stesso, con la forza d’animo necessaria per andare avanti.

Un esempio di resilienza da seguire

Poco tempo fa leggevo un articolo dedicato alla cantante americana Anastacia, che ha festeggiato 15 anni di carriera nel 2015. Si menzionava il nuovo album e, in particolare, il motivo della sua grande popolarità. Oltre alla voce meravigliosa e inconfondibile che l’ha resa celebre, Anastacia è diventata una professionista molto amata – e un esempio positivo per tutti – anche per la sua forza di volontà.

In questi anni, infatti, è stata costretta a ritirarsi più volte per affrontare gravi problemi di salute, ma è sempre tornata a cantare per il suo pubblico con il sorriso sulle labbra e l’energia che rappresenta ormai il suo marchio di fabbrica. Ha continuato nonostante la sofferenza… e la “concorrenza”.

Promuoversi in momenti difficili

Stiamo parlando di un’artista già affermata, che ha sfidato le difficoltà senza danneggiare troppo la sua carriera, ma sappiamo bene quanto oggi sia rischioso fermarsi, specie per le piccole realtà: viviamo in una società competitiva, in cui cadere significa perdere terreno ed essere dimenticati presto.

Tuttavia, quando un macigno precipita improvvisamente rallentando i tuoi piani, sconvolgendo la tua quotidianità, costringendoti a fare un passo indietro senza che tu possa evitarlo… preoccuparsi del proprio personal branding diventa, di certo, l’ultimo pensiero. Cosa si può fare, allora, in questi casi?

Credo che l’unica risposta sia questa: rimanere autentici. Restare in silenzio se si è introversi o condividere i propri pensieri, le esperienze, se di solito è questo ciò che si fa. Ci sono situazioni in cui abbandonare un blog, i social network, le attività formative e i convegni diventa inevitabile. Altre volte può essere possibile continuare a promuoversi nonostante si affronti un periodo difficile.

Ciò che conta è seguire il proprio modo di essere, senza pensare che una brutta esperienza sia necessariamente negativa: anzi, spesso una caduta può trasformarsi in un nuovo inizio.

Valorizzare la propria professionalità

Il motivo di una pausa temporanea, di solito, può essere rappresentato da un problema di salute personale, una perdita economica, un licenziamento, la malattia di una persona cara, un incidente, un trasferimento non voluto ecc. Insomma, qualunque evento non prevedibile che ha il potere di rallentare la nostra corsa o mettere un freno ai nostri progetti.

Dopo un momento di naturale sconforto è importante reagire e cercare di tornare in pista con le risorse a disposizione, evidenziando i propri punti di forza e, perché no, raccontando ciò che gli ostacoli hanno insegnato. Chi è capace di superare una tempesta senza lasciare il timone avrà sempre una risposta, sarà sempre abile nel problem solving creativo e offrirà una marcia in più a clienti e collaboratori.

Sarebbe auspicabile che i periodi “vuoti” del curriculum, le eventuali assenze da eventi chiave del proprio settore, la discontinuità nella comunicazione e promozione non fossero sempre considerati come un segno negativo, ma al contrario una base di partenza per conoscere meglio il professionista o la piccola impresa. Non si fa altro che dire “ogni piccolo business ha una storia da raccontare”… peccato che pochissimi siano disposti ad ascoltarla, soprattutto se lontana dai soliti, brillanti cliché.


Un libro per approfondire: La fortuna non esiste. Storie di uomini e donne che hanno avuto il coraggio di rialzarsi, di M. Calabresi – ed. Mondadori, collana Strade Blu.