Comunicare con gentilezza è un gesto di rispetto, così come ascoltare.
Rispetto per gli altri, ma anche per se stessi. Un comportamento virtuoso, infatti, se diventa un’abitudine, può migliorare non solo il proprio stile di vita, ma generare risposte simili, a beneficio di tutti. D’altronde, quando si è sgarbati con qualcuno, la reazione non potrà mai essere bonaria…

Un sorriso e una risposta educata, invece, spingono l’interlocutore a mantenere un atteggiamento composto, un tono vocale rilassato. Possiamo averne riscontro in qualsiasi luogo e situazione.

13 novembre: Giornata Mondiale della Gentilezza

Il 13 novembre si celebra la Giornata Mondiale della Gentilezza, un’occasione in più per riflettere su quanto sia importante essere sempre cortesi, ringraziare, coltivare la pazienza, valorizzare la diversità. L’associazione Gentletude, ad esempio, promuove azioni utili a migliorare le relazioni tra le persone, sviluppa progetti educativi per bambini e ragazzi, organizza conferenze, seminari, ricerche sul tema.

Come possiamo diventare più gentili?

Non è mai troppo tardi per migliorarci: dobbiamo tenere a mente che nessuno è perfetto.
Lo stress e i problemi quotidiani che ognuno deve affrontare hanno eliminato, man mano, piccole accortezze a cui un tempo si dava più importanza. Il saluto, ad esempio.

Si esce da casa senza dire “ciao, buona giornata”, si arriva in ufficio senza dire “buongiorno a tutti”, si entra al bar ordinando subito un caffè, senza aggiungere altro. Salutare è la prima forma di cortesia.

Non solo: uno sportello informazioni nasce con l’obiettivo di supportare chi cerca aiuto: se l’impiegato/a dialoga svogliatamente o, peggio, con arroganza, non solo lavorerà male, ma fornirà un pessimo servizio e rovinerà la reputazione della sua azienda. Idem se si parla di comunicazione interna.

Rispondere a un messaggio, un’email, una telefonata, è buona educazione, ma anche un dovere (se si tratta di lavoro). Tempo fa ho spedito 10 email personalizzate, con proposte progettuali concrete.
Nulla di standard, incompleto o approssimativo, quindi. Eppure… non ho ricevuto risposta.

Comunicare con gentilezza, attenzione e cura

Ignorare le esigenze altrui per distrazione o disinteresse, crea fraintendimenti e dispiaceri, soprattutto se si prende in considerazione la sfera personale, oltre quella lavorativa. Guardiamo lo smartphone ogni 5 minuti, ma quante volte pensiamo di chiamare un amico o un parente lontano?

Quante volte ci fermiamo a chiacchierare con la vicina di casa, magari un po’ anziana, che incontriamo per le scale? Dedichiamo qualche ora, ogni tanto, a chi è meno fortunato?

Ecco, essere gentili è certamente una questione di attenzione e cura. In particolare, di scelta: c’è modo e modo di dire o fare qualcosa. Invece di chiudere occhi e orecchie per comodità, invece di sminuire sempre tutto e tutti, proviamo a capire meglio ciò che accade attorno a noi e ciò che concretamente potremmo fare, nel nostro piccolo, per rendere il mondo più armonioso e civile.