Come e perché sostenere una buona causa


Sostenere una buona causa significa fare un investimento sul futuro. Il dono è un’opportunità con cui possiamo migliorare la qualità della vita della nostra comunità o della società in generale.

Questo concetto dovrebbe essere chiaro sia all’organizzazione non profit, che richiede un sostegno alle sue attività, sia al potenziale donatore, che deve decidere se contribuire (o meno) e per quale motivo.

Il fundraising è relazione: organizzare una campagna di raccolta fondi solo perché il bilancio è in passivo non darà mai risultati concreti. Si dona volentieri a chi è capace di comunicare il valore del proprio operato, di mantenere le promesse, aggiornare con costanza, coinvolgere, ringraziare.

È necessario avere una visione comune con l’organizzazione, apprezzarne la storia e la mission, condividerne gli obiettivi presenti e futuri. Il Documento Buona Causa è lo strumento che riassume tali informazioni: serve alla realtà non profit per definire la propria identità e al donatore per conoscerla.

Perché sostenere una buona causa

La validità di una causa è connessa all’abilità dell’ONP nell’affrontare determinati problemi e risolverli, cioè di rispondere a specifici bisogni della comunità locale, nazionale o mondiale.

Una buona causa, di conseguenza, dovrebbe:

  • essere rilevante (soddisfare, cioè, un’esigenza diffusa, importante, urgente)
  • essere chiara (cioè facile da comprendere, riconoscere e argomentare)
  • presentare una fattibilità (cioè essere attuabile e, quindi, credibile)
  • essere motivante (cioè apprezzata, utile, coinvolgente).

Una buona causa deve migliorare la vita della persone. Questo credo sia il parametro base da tenere in considerazione. Detto ciò, ciascuno avrà le sue motivazioni per supportare una o più organizzazioni, in base a convinzioni, esperienze personali e desideri per l’avvenire, che sono diversi da caso a caso.

Il Documento Buona Causa aiuta l’ONP a spiegare per quali motivi valga la pena donare e, soprattutto, offre la possibilità di evidenziare i propri tratti distintivi, le peculiarità.

Come sostenere una buona causa

Così come ogni ONP ha diversi mercati di riferimento (persone, imprese, fondazioni, enti pubblici) e strumenti operativi (materiale promozionale, pubblicità, marketing diretto, pubbliche relazioni, eventi speciali, fundraising online ecc.), anche i potenziali donatori possono supportare la causa del cuore scegliendo tra molteplici opzioni:

  • un’erogazione liberale o un sostegno regolare
  • tesseramento associativo annuale
  • acquisto di beni o servizi (gadget, bomboniere solidali, corsi di formazione…)
  • donazione di beni o servizi, oppure un lascito testamentario
  • sostegno tramite il 5×1000
  • supporto digitale (partecipazione a campagne di crowdfunding o libere donazioni online)
  • attività di volontariato e sensibilizzazione sul territorio o attraverso i social network.

Non esiste una causa migliore o peggiore di un’altra. Ogni mission ha un “perché” e la difficoltà consiste proprio nel riuscire a comunicare e divulgare i contenuti chiave con la giusta cura.

Esperienza diretta: volontariato, dono, consulenza professionale

È possibile sostenere una buona causa (o più di una), quindi, come donatori regolari, come testimonial, mettendo a disposizione il proprio tempo o la propria professionalità. Io stessa, negli anni, ho supportato diverse realtà non profit, in vari modi, e suggerisco di trasmettere anche ai più piccoli l’importanza della sensibilizzazione e la bellezza del dono. Qui di seguito alcune esperienze dirette, da cui trarre ispirazione.

⇒ Da bambina ho chiesto ai miei di diventare socia del WWF, per tutelare la natura e gli animali; all’età di 14 anni ho iniziato a fare volontariato come animatrice per bambini nei Grest; tra i 18 e i 19 anni ho collaborato con l’associazione U.N.I.T.A.L.S.I. (partecipando a due pellegrinaggi a Lourdes).

⇒ Sono socia AIRC e partecipo regolarmente alla Giornata della Colletta Alimentare (Banco Alimentare).

⇒ Ho sostenuto alcune buone cause con articoli di sensibilizzazione sul mio blog (dedicati, per esempio, alle iniziative della Lega del Filo d’Oro o dell’associazione Gomitolo Rosa).

⇒ Ho curato per 1 anno il blog “Aiuto donne” della Fondazione Pangea Onlus e seguito, poi, altre realtà del settore educativo-culturale, per le quali ho sviluppato diverse iniziative di sensibilizzazione.

⇒ Non solo volontariato: da 2 anni affianco, in qualità di consulente di comunicazione, la cooperativa Casa del Giovane di Pavia, all’interno del progetto Prevenzione NoSlot. In particolare, chi chiede aiuto agli operatori della Comunità, spera di essere ascoltato, perché in cerca di conforto e speranza.

Ho sentito dire recentemente che “donare una speranza non è una motivazione concreta che spinge un donatore a contribuire”. Non sono d’accordo. In alcuni casi trasmettere una speranza può salvare una vita! E se non è concretezza questa… ditemi voi cos’è.


Hai bisogno di aiuto per comunicare con cura la tua buona causa? Scrivimi.