Il servizio “Tutoring” è la vera novità che riguarda il restyling della mia offerta: oltre a occuparmi di planning e storytelling, infatti, ho deciso di concentrare la mia attenzione sull’apprendimento e, in particolare, sul metodo cooperativo. In questi anni di attività freelance ho verificato quanto il concetto di “consulenza” e quello di “formazione” siano estremamente legati tra loro.

Spesso si ha difficoltà a capire l’utilità di una strategia, la scelta di uno strumento di comunicazione o specifico stile. Si inizia a porre la prima domanda e le curiosità diventano via via maggiori.
Credo che per acquisire consapevolezza sia necessario conoscere (prima), capire (subito dopo), sperimentare. Tutto ciò è possibile con percorsi definiti, da seguire passo dopo passo.

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Definire i propri obiettivi è il primo step

Di corsi e workshop ne esistono ormai tantissimi. Scegliere la soluzione giusta per sé può rivelarsi molto complicato. Ciò che propongo io è un itinerario guidato, un affiancamento one-to-one o per piccolissimi gruppi, con 2 vantaggi immediati: dialogo più efficace e concentrazione assicurata.

Mi interessa, soprattutto, condividere conoscenze ed esperienze relative a una migliore organizzazione del proprio lavoro, della comunicazione interna, di tutto ciò che ruota attorno al mio settore di competenza. Ogni percorso deve avere un obiettivo preciso, una struttura flessibile nell’approccio, ma anche definita e regolare nel suo svolgimento. Il tutor, in fondo, è una guida che accompagna e monitora il lavoro, fino al raggiungimento dei risultati.

Alla base del successo c’è la collaborazione: si consolidano saperi, competenze, si colmano lacune, si valutano nuovi schemi e contesti. Anche chi insegna può imparare! E sono tanti i casi in cui un tutor/facilitatore può essere d’aiuto (a singoli professionisti, gruppi di lavoro, organizzazioni).

Tutoring 2 in 1: dalla radice alla soluzione del problema 

Quando avvio un nuovo progetto, di solito, per prima cosa chiedo sempre di definire gli obiettivi chiave, analizzare le risorse a disposizione e riflettere su ciò che ostacola l’arrivo al traguardo. Individuato il problema, sarà più facile capire come affrontarlo, no?

A volte, propongo in prima persona dei percorsi tematici, già strutturati, perché ritengo che molte difficoltà siano riscontrabili, allo stesso modo, in diverse situazioni (e, spesso, chi le vive non riesce a vederle). Partire dagli errori è il metodo che utilizzo da sempre con convinzione: solo osservando i problemi quotidiani si può creare qualcosa di costruttivo, solo una caduta può suggerire soluzioni.

Ecco perché parlo anche di “ricerca”. Studiare serve, sia per apprendere, sia per sviluppare progetti di approfondimento a vari livelli. Grande importanza, per me, riveste il tutoring a distanza: un’opportunità che sostengo, perché ho potuto valutarne in più occasioni le potenzialità.

Vuoi imparare a interagire con più efficacia, risolvere un problema di comunicazione interno alla tua azienda o scoprire nuovi strumenti per promuovere le tue buone idee o buone cause?
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